
Giovani & società Alla facoltà di Lettere moderne discussione su Cipria e Torangini Tesi di laurea sulle frasi tipiche degli studenti di j. s.
ORISTANO. Il gergo oristanese arriva anche all’università. Lo studio sul linguaggio giovanile ha preso il via qualche anno fa grazie anche all’apporto di una ragazza residente in città che sul visi ha pensato bene di scrivere la sua tesi di laurea. L’idea è di Letizia Spada, 33 anni, che si è laureata nel 1999 nella facoltà di Lettere Moderne di Cagliari con una tesi in Storia della lingua Italiana, dal titolo Il linguaggio giovanile ad Oristano. Centinaia di pagine e di ore di ricerca per scavare nei meandri dell’universo giovanile oristanese e del suo modo di esprimersi. "Sono tre le componenti che spingono i ragazzi a parlare in un certo modo - spiega - vi è la volontà di autoidentificarsi, cioè di parlare in un certo modo per appartenere ad un gruppo; l’intento di rendersi complici, escludendo gli altri dai propri discorsi e il tutto è corredato da una forte componente giocosa". "Ho deciso di affrontare questo argomento - aggiunge - Letizia Spada - perché mi affascinano le materie di indirizzo linguistico, ma soprattutto perché secondo il mio parere questa città, dove io sono nata e ho sempre vissuto è particolarmente vivace nella produzione di neologismi". Alcuni termini oltre i confini del Giudicato sono ormai sinonimo di Oristano. "Mentre preparavo la tesi di laurea, mi capitava spesso di parlare con colleghi non oristanesi che però conoscevano alla perfezione alcuni termini del nostro slang come appunto il visi". Un lavoro meticoloso attraverso il quale sono stati analizzati nella loro etimologia centinaia di termini. "Mi ha colpito molto il confronto con alcuni termini del passato ormai caduti in disuso. Ma anche notare come altre parola vivano nel mondo giovanile da oltre 30 anni". Dallo studio di Letizia Spada, condotto attraverso alcuni sondaggi effettuati in alcuni istituti superiori della città, emerge come in città sia fortissima la componente del cosiddetto linguaggio innovante, termine tecnico per definire la produzione di neologismi. "Un altro aspetto che ho trovato molto interessante - dice ancora - è dato dal fatto che alcuni termini appunto non trovino radici nel sardo o nei vocaboli italiani, ma nascono e muoiono in città". Ma c’è un termine più simpatico degli altri? "Ho notato che tra i ragazzi, gli abitanti di Torangius vengono definiti Torangini, un termine simpatico e assolutamente oristanese". Oppure? "Cipria, una parola che molti detestavano, ma che ora è tra i più usati". «L'Unione Sarda», 26 settembre 2004, p. 36